dentro l'immagine

immagini dal silenzio

La fotografia deve essere silenziosa.

Non è una questione di 'discrezione', ma di musica.

Chiudere gli occhi, far parlare l'immagine nel silenzio.

In fondo, la fotografia è sovversiva non quando spaventa, sconvolge o anche solo stigmatizza, ma quando è 'pensosa'.

Roland Barthes

Silenzio della foto.
Una delle sue qualità più preziose, a differenza del cinema e della televisione, a cui bisogna sempre imporre il silenzio senza riuscirci. 

Silenzio dell’immagine.
Ma silenzio anche dell’oggetto, che strappa al contesto ingombrante e assordante del mondo reale. 

Qualunque siano il rumore e la violenza che la circondano, la foto restituisce l’oggetto all’immobilità e al silenzio.
In piena confusione urbana, la fotografia  ricrea l’equivalente del deserto, un isolamento fenomenale.

Essa è il solo modo di percorrere la città in silenzio, di attraversare il mondo in silenzio.

Jean  Baudrillard (testo letto durante il festival Rencontres internationales de la photographie d'Arles , 2000)


Saper assumere il silenzio come modalità di relazione con il mondo significa saper cogliere e accogliere anche i ricordi, le tracce, saper dare ospitalità alla voce del mondo che ci guarda, inoltrarsi in un tempo dilatato, aperto al rammemorare.

La “fotografia del silenzio” non è quella che si limita a fotografare luoghi silenziosi o affascinanti, ma quella che sa creare uno spazio di silenzio dentro di sé, un intervallo dissonante che ferma, almeno per un attimo, i nostri pensieri abituali per aprirli verso un altrove.

Il silenzio, pur nella sua apparente debolezza, delicatezza, può essere una forza, là dove ci interroga, perché incrina le nostre certezze, perché ci inquieta, offrendosi nel suo mistero e mostrandoci la dimensione misteriosa nascosta nelle immagini e nella realtà stessa.

Gigliola Foschi (Le fotografie del silenzio. Forme inquiete del vedere, 2015)

Cosa significa, oggi, fotografare in Sicilia?
Significa far visita ai paesi, perdersi in strade che si perdono a loro volta nei campi neri di terra dimenticata.
Riappropriarsi di certi vicoli, certe piazze, certi quartieri, spazi che nessuno prende in considerazione, perché ritenuti privi di attrattiva.

La corsa all’Eldorado ha trasformato la Sicilia e l’Italia tutta, o quasi, in un unico grande bazar a cielo aperto. 

A cosa serve un fotografo in un contesto simile? A nulla. 
Eppure un’utilità c’è: salvare il salvabile. E affrettarsi a farlo prima che quest’ultimo afflato di vita reale scompaia.

Per essere oggi un fotografo in Sicilia bisogna andare dove non c’è niente, dove non succedono le cose.
Solo lì, in quel silenzio semidesertico, è possibile ancora scovare la bellezza.

Francesco Faraci (Anima nomade. Da Pasolini alla fotografia povera, 2022)

Più di tutto, io cerco un silenzio interiore.

Henri Cartier-Bresson

Capiva che quel che la vita dava a lui era qualcosa che non a tutti è dato di fissare a occhi aperti, come il cuore più abbagliante del sole. 

E nel cuore di questo sole era silenzio.

Italo Calvino (L’avventura di un poeta, 1958)

Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta.

Non ascoltare neppure, aspetta soltanto.

Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. 

Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te.

Franz Kafka (Aforismi di Zürau, 1917/18 )

Quando le parole diventano poco chiare, mi concentro sulle fotografie.

Quando le immagini diventano inadeguate, mi accontento del silenzio.

Ansel Adams